Luciano Rignanese è un altro componente del collettivo Massagrigia che, dopo Luca Ragazzi, ha accettato di prestarsi al nostro appuntamento con Vis-à-vis (Luciano è anche pittore ed infatti, qualche giorno fa, Art Rehab ha segnalato una sua personale a Roma). Di origini pugliesi, espone dal 2002 e proviene dal mondo del teatro che lo impegna in vari modi e lo vede collaborare con diverse compagnie. Il suo lessico fotografico si nutre in particolare del corpo come soggetto preponderante, all’interno di immagini in cui è evidente il suo carattere coreografico, la sua capacità di trasmettere messaggi intensi. Determinante, poi, è il ruolo della luce, che enfatizza gli incarnati e la tensione fisica.
Chi è Luciano Rignanese? Dove e quando è nato?
Sono un pugliese, nato nel 1979, che ha studiato a Roma dopo il liceo. Ho frequentato l’Accademia Di Belle Arti e dai primi anni ho iniziato ad esporre in galleria. Sono arrivato a Roma spinto dall’amore per il teatro. Non mi interessava fare arte figurativa, inizialmente.
Qual è stata la tua formazione e come ti sei avvicinato alla fotografia?
Mi sono avvicinato alla fotografia in accademia. Poi la curiosità, la ricerca che ti prende la mano, la possibilità di essere completamente autonomo nella gestione dell’immagine mi hanno persuaso a proseguire la ricerca fino a leggere Flusser.

















































